lunedì 8 marzo 2010

Nigeria, 500 cristiani "massacrati" -Vaticano: "Preoccupazione e orrore"


La Santa Sede esprime "preoccupazione e orrore" per le violenze avvenute in Nigeria, dove 500 cristiani sono stati uccisi in questi giorni da pastori musulmani. La lettura che viene data degli avvenimenti, sottolinea il portavoce padre Lombardi, è che non si tratti di "scontri di natura religiosa, ma sociale". "Si uccide per rivendicazioni sociali, economiche, tribali, culturali", spiega l'arcivescovo Onaiyekan dalla capitale Abuja.

Sul fronte dei vescovi, afferma mons. Jhon Olorunfemi Onaiyekan, non si esclude che "marginalmente ci siano alcuni che hanno qualche contatto con il terrorismo internazionale". Ma in Africa, "la realtà è certamente che ci sono troppe armi che circolano dappertutto". "Non dimentichiamo - spiega l'arcivescovo di Abuja in un'intervista alla Radio Vaticana - che più a Nord c'è il Darfur, c'è la guerra del Ciad e c'è il Sud Sudan: è molto facile trocvare della gente che venga a combattere per un pugno di dollari".

"Da parte nostra - conclude - preghiamo per la pace, per il buon governo, per la verità. E preghiamo anche che la gente riconosca che l'unico modo di sopravviverer in questo Paese è che ci si riconosca come fratelli e cittadini dello stesso Paese".


Catechismo della Chiesa Cattolica


La legittima difesa

2263 La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un'eccezione alla proibizione di uccidere l'innocente, uccisione in cui consiste l'omicidio volontario. « Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita; mentre l'altro è l'uccisione dell'attentatore ». 174 « Nulla impedisce che vi siano due effetti di uno stesso atto, dei quali uno sia intenzionale e l'altro preterintenzionale ». 175

2264 L'amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale:

« Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita [...]. E non è necessario per la salvezza dell'anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l'uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui ». 176

2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità


Ma ci sarà sicuramente qualcuno che è più bravo,più intelligente,più santo della posizione ufficiale della Chiesa.....ci sono tanti figli del '68 ancora in giro,ma se Dio vuole finiranno anche prima o poi!


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