mercoledì 4 gennaio 2017

Qualcosa di nuovo, che ritorna, atteso da sempre.

Vi sarete accorti che qualcosa è cambiato nella forma di questo blog, sicuramente rispetto a tempo fa i post sono molto più diradati e di diverso tema. Al fondo tutto è rimasto uguale, lo sguardo è sempre profondamente alto nel Cielo, la testa è sempre quella da storicamente ciellino, lombardo, ammorbiditosi e arreso a Medjugorje . Il cuore no, è diverso , un sole caldo e luminoso e anche capriccioso, orienta e da nuova vita. Mi sto un pochino teronizzando e lo dico con tutto il rispetto e l'amore che ho e che mi hanno dato il sud ed il centro sud. Lo si capisce anche dalle canzoni che ho messo almeno da un anno a questa parte, melodiche e sentimentali. Melodico e sentimentale lo sono sempre stato adesso ma adesso c'è la ricerca di quegli accenti che fanno sussultare il cuore. Da pochi giorni ho risentito una carissima amica di Grottaglie conosciuta ventisei o ventisette anni fa , per lei ma per gli amici di Grottaglie avrei voluto disertare. Era l'anno del militare e che differenza umana tra loro e la caserma. Nembrini (Franco)qualche giorno fa diceva che la comunione è quando si "guarda" dalla stessa parte e se c'è comunione è molto più facile la comunicazione. Ecco,risentire una persona dopo più di vent'anni e comunicare come se l'ultima volta fosse stata mezz'ora prima ,deve proprio essere comunione.
Comunione è anche il nome ,certamente camuffato,di ciò che mi lega ad un'altra persona originaria del profondo sud, a cui è dedicato questo post,che ha la capacità ,l'unicità, che orienta e da nuova vita. Rossana o ,preferisco, Beatrice.







martedì 11 ottobre 2016

Ancora tu,semmai tu...

Vecchio molo e passi nell'attesa
foschia di lenta paralisi nel desiderio di te.
Piatto lo specchio e fermo e gelido, non so se sapere o non
sapere sia meglio qualcosa pur sarà di questa lotta.
Disagio nel succedersi dei giorni, delle ore, dei minuti,
legato ad un ombra la cui luce sempre più flebile s'allontana tendendomi la mano debole.



Ancora ( Un' altra poesia )





Il silenzio delle 02.00 e di noi due... un silenzio pesante e disperante
fa freddo adesso, come quelle sere in cui il tuo calore mi riempiva il cuore, in cui nasceva l'amore.
E sei lontana, come mai, dalle mie braccia, in questa notte ormai letale come una  freccia
quanti sbagli, quante incomprensioni e quanto bene nelle nostre canzoni.
Abbiam lasciato passare troppo tempo ed il tempo non torna mai, nemmeno tu tornerai
rimango qui a farmi male senza voglia, quel divieto... il fuoco, la paglia...
fa ridere, se non fosse che fa maledettamente male, quell'assurdo divieto d'amare.
Tutto finito, tutto abbandonato senza difesa , come un'illogica pretesa, senza lotta come qualcosa usa e getta,
ma nel fondo dei miei occhi i tuoi occhi, per sempre incisi nell'anima sciolti in una lacrima.
Ti devo lasciar andare mio angelo, angelo mio, mio dolce sospiro, perché tu lo vuoi, perché non ho più respiro
ti devo lasciar andare perché come il più bel fiore non può vivere senza calore cosi è per  l'amore.
Arrivederci infinitamente dolce mio cuore.





Chiedo infinitamente scusa a Paolo Morelli per aver indegnamente accostato i miei balbettii alla sua poesia.

venerdì 9 settembre 2016

Partis avant d'avoir tout dit

C'era una storia tanto tempo fa, splendida ed imprevista , pura e bella.
Ora ci sono solo queste calde lacrime, silenziose, che a fatica scendono giù ,amare.
C'erano un angelo ed un bambino o forse una farfalla leggera e colorata ed un pesante e goffo elefante, ingenuo e confuso.
Poi l'inverno ,forse ,della diffidenza , forse della paura e tutto si congelò ,alla farfalla fu impedito il volo, all'angelo fu impedita la luce e l'elefante non seppe far altro che lottare, spingere, gridare contro il gelo del silenzio.
Il bambino si perse in un labirinto, senza fine ,di specchi distorti ,da cui non uscì più.
Forse ci sarà una nuova primavera e tutto tornerà com'era ,semplicemente ,dolce e  bello di gioia . Ora ,solo qualche lacrima , amara,
scivola lentamente ,dal nulla verso il nulla e...
forse è già una risposta, carica di giustamente pesante speranza.


venerdì 4 settembre 2015

Addio,a presto.




Sogni di sogni,sognati e sfiorati,
accarezzati con incredula innocenza
con assetata,assennata,incoscienza.
Quando e cosa e come e perchè
il sorriso bambino 
di un bimbo sognante
è invecchiato fino a morire
fino a morirne
fino a prosciugare ogni lacrima
su strade incendiate di lontananza
in confusi percorsi di cuori 
e pensieri lontani quanto un respiro.
...ed ora ? Istanti eterni ed irrespirabili,
graffi sull'anima e nel cuore.
Il rimpianto di un forse perduto amore,
tra le mani ancora un fiore
ma ha perduto il suo colore.

Capolavoro per cattolici,consapevoli o meno...


venerdì 15 maggio 2015

Dio da, Dio toglie ? Taglia il tempo come falce...



Lacrime di pioggia sui vetri e nel cuore, negli occhi e nel cuore,negli occhi del cuore.
A fiumi, a grumi, come sassi ,come violente sassate contro un vetro ormai già in frantumi
Il rumore insistente ,il picchiettare sui cristalli ,sui cristalli dell’anima , malore che è proprio di un amore insistente inopportuno e dirompente.
Poi, come sempre, improvviso, l’inatteso respiro, momentaneo e parziale, stentato, boccheggiante, ma respiro, dopo un lungo digiuno, dopo un’apnea prolungata, non voluta, non cercata, non desiderata,imposta !
Qualche istante di nulla o forse di un insensato e tarpato tutto,trattenuto,sommesso, detto non troppo e sempre troppo poco. Che rabbia, che voglia di gridare o piangere, di piangere gridando l’impotenza subita, obbedita, lacerante.
Sa Dio, Lui si sa, se era, se è, se sarà, vera grazia,grazia vera, anche se di tempo ne è passato ed è giunta la primavera, o se è stato, è o sarà, presto sera,presto precoce ricordo di un dolore, particolare ingordo.
Chissà se giungerà fin lassù la mia preghiera, portata da angeli o da un Cupido in mongolfiera o più lentamente se la dovrà sudare, salendo in corriera, o la porterà un gabbiano, spiccando il volo, dalla sua scogliera o se ostinato ennesimo perenne Icaro inseguo la mia chimera.
Chissà se giungerà fino al blu fino a congiungersi , io , tu.
Chissà se questa pioggia che cade giù è un triste messaggio, di ciò che poteva essere, è stato e non sarà mai più.

Ti prego, non chiudere a chiave la speranza di un sogno, incauto e totale,ti prego,se puoi non farci male.



Ma non mi arrenderò mai...




lunedì 23 marzo 2015

Il club dei falliti...di Dio



Ho da poco smesso di piangere,non amo dirlo pubblicamente,è ancora vivo in me il dolore per la sproporzione tra quello che mi è chiesto e le mie capacità ,poche ma non credevo davvero così poche.
Il buon Dio mi ha umiliato come solo Lui sa fare,ha squarciato la mia anima,mi ha fatto vedere la mia piccolezza,la mia poca umiltà.L'ha fatto attraverso le parole di un'amica santa,impropriamente si direbbe una "santa" laica, non è propriamente di chiesa o almeno non come lo intendo io,ma lei è di Chiesa più di me. E' stata con me ed altri amici a Medjugorje ad ottobre.La sua vita è stata ed è un lungo calvario,flagellata nell'anima e nel corpo come Cristo,come Cristo "Pur essendo Figlio di Dio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì " ,anche lei ha imparato, sulla sua pelle,l'obbedienza alla realtà,fino forse a rimanerne incatenata,"Occorre soffrire perch'è la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne." Lei mi è maestra di vita,mi ha fatto e mi fa capire quanto io dia per scontato,quanto parli "in codice " senza rendermene conto.Lei qualche giorno fa mi scriveva che la sua vita è stata ed è un fallimento,io non riuscivo a credere ai miei occhi,fallimento ?,conosco poche creature che siano purezza totale come lei,che siano bellezza assoluta. E allora forse ho capito una cosa, ma la diro' più avanti
.


Ho trovato e ritrovato recentemente un amico,conosciuto pochi mesi fa,è venuto con me ed altri amici a Medjugorje per Capodanno,sapevo che aveva qualche problema, non particolermente leggero.Le vicende della vita me l'hanno fatto abbandonare a se stesso al ritorno e solo le lacrime di sua sorella mi hanno fatto capire la reale portata dei suoi problemi. La compagna che se ne va col figlio a convivere con un altro e lui che crolla,quindi alcol,amici discutibili,gioco d'azzardo,problemi legali.Un fallimento di vita,eppure lui ha gli occhi di un bambino e la serietà di un grande uomo,ho visto pochi ,forse nessuno, seguirmi a Medjugorje come ha fatto lui,ha però una fragilità immensa che la solitudine rende esplosiva.Per grazia di Dio ero, di nuovo ,appena tornato da Medjugorje ,dove al seminario per le guide dei gruppi di preghiera e dei pellegrinaggi avevo risentito e rivisto Marco,un gigante bergamasco della Comunità Cenacolo ed il collegamento è stato immediato, quella era la risposta.Settimana scorsa ha partecipato al primo incontro per poter entrare in comunità,documenti ed analisi pronti e speranza grande che il fallimento non sia il nome della sua vita ma che sia resurrezione.A Pasqua lo porto con me dalla Madre.



(odio i balletti ma questo è un problema mio..)

Sabato ho sentito un carissimo amico,un mio amico storico a cui devo moltissimo,lui ai miei occhi è sempre stato il massimo di tutto o quasi.Prima il CLU,gli universitari di Comunione e Liberazione,che io all'epoca consideravo i superman di CL,i predestinati,gli inaccessibili,gli eletti,le frequentazioni coi numeri uno o quasi del movimento,poi un bel lavoro,una bella moglie,una bella famiglia.Il successo,la realizzazione ed il crollo,inatteso,violento di tutto,il fallimento.Rimangono ora i frammenti, un dolore,il suo, lancinante non so se e come sostenibile ma è una creatura straordinaria e ce la deve fare.Poco prima di Pasqua dovrà subire l'ennesima prova drammatica per usare un eufemismo.Non ho risposte al suo dolore al suo calvario se non una proosta,vieni con me a Pasqua a Medjugorje,stai con me, rifugiati nella Madonna. Ho la speranza,che il buon Dio mi faccia l'onore di avere a Pasqua questo mio grande amico ,con me dalla Madre.



Non avrei potuto capire questi tesori che il buon Dio, attraverso sua Madre, mi dona ,se io non fossi stato il primo fallito.Se io non avessi attraversato l'inferno e non ne fossi uscito ,solo perchè ,incomprensibilmente, Dio mi ama come se fossi l'unico ed il migliore,forse proprio perchè sono l'ultimo ed il peggiore.
Ringrazio Dio per gli amici di Nuovi Orizzonti e della Comunità Cenacolo, che mi hanno insegnato,trattando me cosi, come Dio guarda a noi come ad un prodigio,indipendentemente dalle nostre ferite e dai nostri fallimenti.
Insieme a Lui e guardando a Lui saremo forse falliti,ma falliti di Dio e per me è il successo.

Mamma del Cielo tu hai voluto questi amici a Medjugorje da te e tu ora te ne devi prendere cura,che nessuno di loro possa pensare che la tua compagnia, la tua presenza, il tuo amore, sia meno che concreto.
Madre li affido a te e per come ne sono capace me ne prendo cura, tentativamente come tu ti prendi cura di me. 
Amali come ami me e di più,proteggili dal maligno,nascondili nel tuo cuore e ristorali al tuo seno materno,ridona a loro la vita come l'hai ridonata a me e per i meriti di tuo figlio Gesù Cristo siano liberati dalle catene del male e possano cantare e gioire delle meraviglie del suo amore. Amen !