venerdì 27 ottobre 2017

Dedicato a due amici speciali,Boris e....

Più vado avanti e meno capisco , o meglio , e più mi accorgo che gli "schemi" ,pur sani, con cui cercavo di orientarmi nella confusione crescente ,sono forse stretti ,forse troppo stretti, anche per me.
Qualche settimana fa, ho rivisto un grande amico e m'è parso di capire ,col cuore ,dalla bellezza, che, forse, come Shakespeare fa dire nell'Amleto : "Ci sono più cose in cielo ed in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia... "
A voi due amici miei e ad un sogno lontanissimo.



mercoledì 4 gennaio 2017

Qualcosa di nuovo, che ritorna, atteso da sempre.

Vi sarete accorti che qualcosa è cambiato nella forma di questo blog, sicuramente rispetto a tempo fa i post sono molto più diradati e di diverso tema. Al fondo tutto è rimasto uguale, lo sguardo è sempre profondamente alto nel Cielo, la testa è sempre quella da storicamente ciellino, lombardo, ammorbiditosi e arreso a Medjugorje . Il cuore no, è diverso , un sole caldo e luminoso e anche capriccioso, orienta e da nuova vita. Mi sto un pochino teronizzando e lo dico con tutto il rispetto e l'amore che ho e che mi hanno dato il sud ed il centro sud. Lo si capisce anche dalle canzoni che ho messo almeno da un anno a questa parte, melodiche e sentimentali. Melodico e sentimentale lo sono sempre stato adesso ma adesso c'è la ricerca di quegli accenti che fanno sussultare il cuore. Da pochi giorni ho risentito una carissima amica di Grottaglie conosciuta ventisei o ventisette anni fa , per lei ma per gli amici di Grottaglie avrei voluto disertare. Era l'anno del militare e che differenza umana tra loro e la caserma. Nembrini (Franco)qualche giorno fa diceva che la comunione è quando si "guarda" dalla stessa parte e se c'è comunione è molto più facile la comunicazione. Ecco,risentire una persona dopo più di vent'anni e comunicare come se l'ultima volta fosse stata mezz'ora prima ,deve proprio essere comunione.
Comunione è anche il nome ,certamente camuffato,di ciò che mi lega ad un'altra persona originaria del profondo sud, a cui è dedicato questo post,che ha la capacità ,l'unicità, che orienta e da nuova vita. Rossana o ,preferisco, Beatrice.







martedì 11 ottobre 2016

Ancora tu,semmai tu...

Vecchio molo e passi nell'attesa
foschia di lenta paralisi nel desiderio di te.
Piatto lo specchio e fermo e gelido, non so se sapere o non
sapere sia meglio qualcosa pur sarà di questa lotta.
Disagio nel succedersi dei giorni, delle ore, dei minuti,
legato ad un ombra la cui luce sempre più flebile s'allontana tendendomi la mano debole.



Ancora ( Un' altra poesia )





Il silenzio delle 02.00 e di noi due... un silenzio pesante e disperante
fa freddo adesso, come quelle sere in cui il tuo calore mi riempiva il cuore, in cui nasceva l'amore.
E sei lontana, come mai, dalle mie braccia, in questa notte ormai letale come una  freccia
quanti sbagli, quante incomprensioni e quanto bene nelle nostre canzoni.
Abbiam lasciato passare troppo tempo ed il tempo non torna mai, nemmeno tu tornerai
rimango qui a farmi male senza voglia, quel divieto... il fuoco, la paglia...
fa ridere, se non fosse che fa maledettamente male, quell'assurdo divieto d'amare.
Tutto finito, tutto abbandonato senza difesa , come un'illogica pretesa, senza lotta come qualcosa usa e getta,
ma nel fondo dei miei occhi i tuoi occhi, per sempre incisi nell'anima sciolti in una lacrima.
Ti devo lasciar andare mio angelo, angelo mio, mio dolce sospiro, perché tu lo vuoi, perché non ho più respiro
ti devo lasciar andare perché come il più bel fiore non può vivere senza calore cosi è per  l'amore.
Arrivederci infinitamente dolce mio cuore.





Chiedo infinitamente scusa a Paolo Morelli per aver indegnamente accostato i miei balbettii alla sua poesia.

venerdì 9 settembre 2016

Partis avant d'avoir tout dit

C'era una storia tanto tempo fa, splendida ed imprevista , pura e bella.
Ora ci sono solo queste calde lacrime, silenziose, che a fatica scendono giù ,amare.
C'erano un angelo ed un bambino o forse una farfalla leggera e colorata ed un pesante e goffo elefante, ingenuo e confuso.
Poi l'inverno ,forse ,della diffidenza , forse della paura e tutto si congelò ,alla farfalla fu impedito il volo, all'angelo fu impedita la luce e l'elefante non seppe far altro che lottare, spingere, gridare contro il gelo del silenzio.
Il bambino si perse in un labirinto, senza fine ,di specchi distorti ,da cui non uscì più.
Forse ci sarà una nuova primavera e tutto tornerà com'era ,semplicemente ,dolce e  bello di gioia . Ora ,solo qualche lacrima , amara,
scivola lentamente ,dal nulla verso il nulla e...
forse è già una risposta, carica di giustamente pesante speranza.


venerdì 4 settembre 2015

Addio,a presto.




Sogni di sogni,sognati e sfiorati,
accarezzati con incredula innocenza
con assetata,assennata,incoscienza.
Quando e cosa e come e perchè
il sorriso bambino 
di un bimbo sognante
è invecchiato fino a morire
fino a morirne
fino a prosciugare ogni lacrima
su strade incendiate di lontananza
in confusi percorsi di cuori 
e pensieri lontani quanto un respiro.
...ed ora ? Istanti eterni ed irrespirabili,
graffi sull'anima e nel cuore.
Il rimpianto di un forse perduto amore,
tra le mani ancora un fiore
ma ha perduto il suo colore.

Capolavoro per cattolici,consapevoli o meno...


venerdì 15 maggio 2015

Dio da, Dio toglie ? Taglia il tempo come falce...



Lacrime di pioggia sui vetri e nel cuore, negli occhi e nel cuore,negli occhi del cuore.
A fiumi, a grumi, come sassi ,come violente sassate contro un vetro ormai già in frantumi
Il rumore insistente ,il picchiettare sui cristalli ,sui cristalli dell’anima , malore che è proprio di un amore insistente inopportuno e dirompente.
Poi, come sempre, improvviso, l’inatteso respiro, momentaneo e parziale, stentato, boccheggiante, ma respiro, dopo un lungo digiuno, dopo un’apnea prolungata, non voluta, non cercata, non desiderata,imposta !
Qualche istante di nulla o forse di un insensato e tarpato tutto,trattenuto,sommesso, detto non troppo e sempre troppo poco. Che rabbia, che voglia di gridare o piangere, di piangere gridando l’impotenza subita, obbedita, lacerante.
Sa Dio, Lui si sa, se era, se è, se sarà, vera grazia,grazia vera, anche se di tempo ne è passato ed è giunta la primavera, o se è stato, è o sarà, presto sera,presto precoce ricordo di un dolore, particolare ingordo.
Chissà se giungerà fin lassù la mia preghiera, portata da angeli o da un Cupido in mongolfiera o più lentamente se la dovrà sudare, salendo in corriera, o la porterà un gabbiano, spiccando il volo, dalla sua scogliera o se ostinato ennesimo perenne Icaro inseguo la mia chimera.
Chissà se giungerà fino al blu fino a congiungersi , io , tu.
Chissà se questa pioggia che cade giù è un triste messaggio, di ciò che poteva essere, è stato e non sarà mai più.

Ti prego, non chiudere a chiave la speranza di un sogno, incauto e totale,ti prego,se puoi non farci male.



Ma non mi arrenderò mai...