lunedì 16 dicembre 2013

E' gratis è veloce ed ha un significato eterno

Scritto da Silvia Piasentini | 04 Dicembre 2013 
 
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Basta-un-click2014_NOCarissimi amici, dal 5 Dicembre 2013 al 13 Gennaio 2014 con una semplice preferenza espressa on line a costo zero potrete aiutare l’Onlus Nuovi Orizzonti nel ricevere una somma di denaro devoluta dalla UniCredit.
Lo scorso inverno abbiamo ricevuto 2.000 euro e questa estate 4.000 euro grazie alle preferenze da voi espresse.
Per noi ogni piccola goccia è un contributo importante per le tante attività sociali in cui siamo impegnati.




Come esprimere la preferenza a costo zero?
Vota cliccando il LINK di sostegno all'Associazione Nuovi Orizzonti (clicca qui).
Puoi votare in due modi:
- con il tuo account Facebook
- inserendo la tua mail: ti arriverà una mail con il link da cliccare per confermare il tuo voto. 
E’ ammesso un solo voto di preferenza per ogni persona fisica e indirizzo mail: se avete piu’ indirizzi mail chiedete anche ai vostri famigliari di votare!
Grazie di cuore per il vostro aiuto!!!… e aiutaci a diffondere l’iniziativa!!!!

Ripartizione della donazione
L’importo di € 200.000 euro verrà distribuito, a conclusione dell’iniziativa e non oltre il 31.10.2014, tra le Organizzazioni presenti nel sito ilMioDono.it che riceveranno almeno trenta preferenze. La quantificazione della somma che sarà destinata alle singole Organizzazioni sarà determinata in proporzione ai voti ricevuti da ciascuna (esempio.: se risultassero beneficiarie delle preferenze 100 Organizzazioni ed ognuna di esse ricevesse 100 preferenze, ciascuna di queste riceverà € 2.000). In ogni caso la somma destinata ad una singola Organizzazione non potrà essere superiore ai 12.000 euro.
Per ulteriori informazioni potete scrivere all’indirizzo di posta dedicato  ilmiodono.ucretail.it@unicredit.eu Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e/o contattare direttamente i colleghi Luca De Poli o Maria Carolina Izzo (051.6407238).

giovedì 28 novembre 2013

Canto di Natale...o no ?! O,sembra che non si chiuda più.

Sembra che non si debba più chiudere, procedo a vista e senza promettere nulla, qualcuno diceva molti nemici molto onore, ma ometteva di dire che molti nemici procurano molti fastidi e che i fastidi, forse l'avrete già sentito, sono fastidiosi.
Se dobbiamo fare ancora della strada insieme, voglio che abbia una colonna sonora adeguata e per questi primi passi vi regalo questo spettacolo di festa in musica.
Dimenticavo ,se l'ascoltate riuscendo a stare proprio fermi e senza riascoltarla subito allora cambiate blog, non fate per me nè io per voi.Se invece avete lasciato gli occhi sulla morettona al minuto 2:10,allora ok siete nel posto giusto, potreste anche essere cattolici.
Il perché del titolo del post, che dire siamo in Avvento quindi questo è un canto di Natale...o no ?!


mercoledì 20 novembre 2013

Sempre meno luce...

Mi limito ad un semplice copia ed incolla dal sito Messainlatino.it,chiedendo preghiere per la guarigione dello stimatissimo Mario Palmaro.

Intervista - A colloquio con il docente universitario Mario Palmaro

La parola ai tradizionalisti
“Dissolvete la fede nel mondo”

 

Forse sorprenderanno i nostri lettori sia l’interlocutore sia i contenuti di questa intervista. Mario Palmaro, giurista e bioeticista, appartiene alla galassia dei cattolici tradizionalisti. Quanto alle risposte, si farebbe prima a dire quello che condividiamo rispetto a quello che non condividiamo. Ci sembra tuttavia opportuno dare parola a una sensibilità ecclesiale diversa perché l’esercizio del dialogo è pratica esigente prima dentro e poi fuori della Chiesa, perché le parti di verità degli altri non vanno perdute, perché, nel momento in cui i colloqui istituzionali languono, le comunità debbono farsi carico della fede di tutti. Palmaro, assieme ad Alessandro Gnocchi, ha scritto un articolo dal titolo Questo papa non ci piace. A noi e al popolo cristiano piace molto. Resta, ed è ciò che conta, la fede comune e la pietas davanti alle prove della vita di cui si parla nell’ultima risposta (L. Pr.).

L’occasione perduta dei lefebvriani
Prof. Palmaro, lei (e il mondo ecclesiale che in qualche maniera interpreta) ha sostenuto giustamente il tentativo di Benedetto XVI di far rientrare nella comunione il movimento “scismatico” lefebvriano. Ma quando, nel luglio del 2012, il capitolo generale si è rifiutato di dare una risposta positiva all’invito della Santa Sede, quale posizione ha preso in merito? Quale giudizio dà ora all’atteggiamento di quel movimento?

Pur non avendone mai fatto parte, qualche anno fa ho avuto la fortuna di conoscere da vicino la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), fondata da mons. Marcel Lefebvre. Insieme al giornalista Alessandro Gnocchi, abbiamo deciso di andare a vedere con i nostri occhi questo mondo, e di raccontarlo in due libri e in alcuni articoli. Devo dire che molti pregiudizi che avevo dentro di me si sono rivelati infondati: ho incontrato molti buoni sacerdoti, delle suore e dei fratelli dediti ad una seria esperienza di vita cattolica, dotati di un’umanità cordiale e aperta; e sono rimasto colpito molto favorevolmente dalla persona di mons. Bernard Fellay, il vescovo che guida la FSSPX, un uomo buono e di grande fede. Abbiamo scoperto un mondo di laici e di sacerdoti che pregano ogni giorno per il papa, pur collocandosi in una posizione decisamente critica soprattutto sulla liturgia, sulla libertà religiosa, sull’ecumenismo. Abbiamo visto tanti giovani, tante vocazioni religiose, tante famiglie cattoliche “normali” che frequentano la Fraternità. Preti in abito talare che, camminando per le vie di Parigi o di Roma, sono fermati dalla gente che chiede loro conforto e speranza.
Conosciamo molto bene il polimorfismo contemporaneo della Chiesa nel mondo, cioè il fatto che oggi dirsi cattolici non significa seguire la stessa dottrina: l’eterodossia è assai diffusa, e ci sono suore, preti, vescovi, teologi che apertamente contestano o negano porzioni di dottrina cattolica. Di conseguenza ci siamo chiesti: ma come è possibile che nella Chiesa ci sia posto per tutti, tranne che per questi nostri fratelli in tutto cattolici, assolutamente fedeli a 20 concili su 21 svolti nella storia del cattolicesimo?
Mentre stavamo scrivendo il primo libro, arrivò l’annuncio della revoca della scomunica da parte di Benedetto XVI, una decisione storica. Rimaneva a quel punto la sistemazione canonica della Fraternità. Papa Ratzinger teneva molto a questa riconciliazione, che per ora non si è concretizzata. Ritengo che il pontificato di Benedetto XVI sia stato un’occasione storica per la piena riconciliazione, e che sia stato un vero peccato lasciare che questo treno passasse.
Da sempre sostengo che la FSSPX debba fare il possibile per la sua sistemazione canonica, ma aggiungo che Roma deve offrire a mons. Fellay e ai suoi fedeli delle garanzie di rispetto e di libertà, soprattutto per quanto concerne la celebrazione del vetus ordo e la dottrina normalmente insegnata nei seminari della Fraternità, che è la dottrina cattolica di sempre.

Aggressività difensiva
Il pieno sostegno a Benedetto XVI non pare si realizzi ora con papa Francesco. I papi si accettano o si “scelgono”? Cosa rappresenta il papato oggi?

Il fatto che un papa “piaccia” alla gente è del tutto irrilevante nella logica bimillenaria della Chiesa: il papa è il vicario di Cristo in terra, e deve piacere a Nostro Signore. Questo significa che l’esercizio del suo potere non è assoluto, ma è subordinato all’insegnamento di Cristo, che si trova nella Chiesa cattolica, nella sua Tradizione, e che è alimentato dalla vita di Grazia attraverso i sacramenti. Ora, questo significa che il papa stesso è giudicabile e criticabile dal cattolico, a patto che ciò avvenga nella prospettiva dell’amore alla verità, e che si usi come criterio di riferimento la Tradizione, il Magistero. Un papa che contraddicesse in materia di fede e di morale un suo predecessore, dovrebbe senz’altro essere criticato. Dobbiamo diffidare sia della logica mondana per cui il papa si giudica con i criteri democratici del gradimento della maggioranza, sia della tentazione papolatrica secondo cui “il papa ha sempre ragione”. Oltretutto, da decenni siamo abituati a criticare in maniera distruttiva decine di papi del passato, esibendo scarsa serietà storiografica; ebbene, allora non si vede perché i papi regnanti o più recenti dovrebbero essere sottratti a qualunque tipo di critica. Se si giudicano Bonifacio VIII o Pio V, perché allora non giudicare anche Paolo VI o Francesco?

Nel mondo dei siti e delle riviste più legate alla tradizione (recente) si registra spesso una forte esposizione aggressiva. È vero? Da cosa dipende? Come la giudica?

Il problema degli atteggiamenti di alcune persone o realtà legate alla tradizione è serio, e non si può negare. Una verità presentata o proposta senza carità è una verità tradita. Cristo è la nostra via, verità e vita, e dunque dobbiamo prendere sempre esempio da lui, che fu sempre tetragono nella verità e imbattibile nell’amore. Io credo che il mondo della tradizione sia talvolta puntuto e polemico per tre motivi: il primo, una certa sindrome da isolamento, che rende sospettosi e vendicativi, e che si manifesta anche attraverso personalità problematiche; il secondo, lo scandalo sincero che certi orientamenti del cattolicesimo contemporaneo suscitano in chi conosca bene l’insegnamento dottrinale dei papi e della Chiesa fino al Vaticano II; il terzo, per la poca carità che il cattolicesimo ufficiale dimostra verso questi fratelli, che sono apostrofati con disprezzo come “tradizionalisti” o “lefebvriani”, dimenticando che costoro sono comunque più vicini alla Chiesa di quanto possa esserlo l’appartenente a qualsiasi altra confessione cristiana o addirittura a qualche altra religione. La stampa ufficiale cattolica non dedica una riga a questa realtà – fatta da centinaia di sacerdoti e di seminaristi – e poi magari regala paginate a pensatori che nulla hanno anche solo di vagamente cattolico.

Contro il modernismo
Commentando la disposizione vaticana in ordine ai Frati dell’Immacolata, lei ha invocato l’obiezione di coscienza dei religiosi in ordine alle indicazioni sulla liturgia. Come deve essere l’obbedienza dei religiosi alla loro famiglia spirituale? Come collocare l’obiezione di coscienza nella tradizione del Sillabo?

La vicenda dei Francescani dell’Immacolata è a mio parere molto triste. Si tratta di un provvedimento di commissariamento deciso da Roma con inusitata fretta e con altrettanta inspiegabile severità. Siccome conosco bene questa famiglia religiosa, trovo del tutto ingiustificata questa decisione, e ho presentato in Vaticano insieme ad altri tre studiosi una sorta di memoria-ricorso. Ricordo, in sintesi, che il provvedimento “destituisce” il fondatore, e impedisce la celebrazione della messa in rito antico a tutti i sacerdoti della congregazione, in palese contraddizione con quanto stabilito dal motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI. Lei dice bene: la resistenza a un ordine dell’autorità legittima pone sempre problemi al cristiano, tanto più se membro di una famiglia religiosa. Tuttavia, qui ci sono alcuni aspetti palesemente inaccettabili, e ritengo che i sacerdoti Francescani dell’Immacolata dovrebbero proseguire a celebrare la messa nella forma straordinaria del vetus ordo, assicurando quel bi-ritualismo (cioè anche la “nuova” messa) che mi risulta essere stato normalmente praticato dai frati. Aggiungo che non è bello constatare come, in una Chiesa scossa da mille problemi e mille ribellioni, una Chiesa nella quale congregazioni gloriose si stanno estinguendo per mancanza di vocazioni, si vadano a colpire i Francescani dell’Immacolata, che invece hanno copiose vocazioni in tutto il mondo.

Quali sono a suo avviso i limiti più evidenti della sensibilità cattolica “conciliare” (o “liberale”, se preferisce)? Quali sono le sue fragilità più vistose?

Il problema fondamentale a mio parere è il rapporto con il mondo, segnato da un atteggiamento di sudditanza e di dipendenza, quasi che la Chiesa si debba adattare ai capricci degli uomini, quando invece sappiamo che è l’uomo a doversi adattare alla volontà di Cristo, re della storia e dell’universo. Quando Pio X attaccò duramente il modernismo, volle respingere questa tentazione mortale per il cattolicesimo: mutare dottrina per assecondare lo spirito del mondo. Poiché l’umanità è preda del processo di dissoluzione avviato con la rivoluzione francese, e proseguito con la modernità e la post-modernità, la Chiesa è oggi più che mai chiamata a resistere allo spirito del mondo. Molte scelte fatte negli ultimi 50 anni dalla Chiesa sono invece il sintomo di un cedimento: la riforma liturgica, che ha costruito una messa per la sensibilità contemporanea, distruggendo un rito in vigore da secoli, orientandolo tutto sulla parola, l’assemblea e la partecipazione, e mortificando la centralità del Sacrificio; l’insistenza sul sacerdozio universale, che ha svalutato il sacerdozio ministeriale, deprimendo generazioni di preti e portando a una crisi senza precedenti delle vocazioni; l’architettura sacra, che ha edificato mostri antiliturgici; l’abolizione de facto dei novissimi, quando il tema della salvezza delle anime (e del pericolo della dannazione eterna) è l’unico argomento soprannaturale che differenzia la Chiesa da un’agenzia filantropica; e così via.

Diventare santi
I credenti si uniscono sull’essenziale e si dividono sui temi discussi. Tutti però sono chiamati al rispetto e all’accompagnamento di quanti sono segnati dal dolore e dalle fatiche della vita. Come cambia la propria sensibilità spirituale quando la sofferenza, come sta capitando a lei, attraversa con violenza i nostri giorni?

La prima cosa che sconvolge della malattia è che essa si abbatte su di noi senza alcun preavviso e in un tempo che noi non decidiamo. Siamo alla mercé degli avvenimenti, e non possiamo che accettarli. La malattia grave obbliga a rendersi conto che siamo davvero mortali; anche se la morte è la cosa più certa del mondo, l’uomo moderno è portato a vivere come se non dovesse morire mai. Con la malattia capisci per la prima volta che il tempo della vita quaggiù è un soffio, avverti tutta l’amarezza di non averne fatto quel capolavoro di santità che Dio aveva desiderato, provi una profonda nostalgia per il bene che avresti potuto fare e per il male che avresti potuto evitare. Guardi il crocifisso e capisci che quello è il cuore della fede: senza il Sacrificio il cattolicesimo non esiste. Allora ringrazi Dio di averti fatto cattolico, un cattolico “piccolo piccolo”, un peccatore, ma che ha nella Chiesa una madre premurosa.
Dunque, la malattia è un tempo di grazia, ma spesso i vizi e le miserie che ci hanno accompagnato durante la vita rimangono, o addirittura si acuiscono. È come se l’agonia fosse già iniziata, e si combattesse il destino della mia anima, perché nessuno è sicuro della propria salvezza.
D’altra parte, la malattia mi ha fatto anche scoprire una quantità impressionante di persone che mi vogliono bene e che pregano per me, di famiglie che la sera recitano il rosario con i bambini per la mia guarigione, e non ho parole per descrivere la bellezza di questa esperienza, che è un anticipo dell’amore di Dio nell’eternità. Il dolore più grande che provo è l’idea di dover lasciare questo mondo che mi piace così tanto, che è così bello anche se così tragico; dover lasciare tanti amici, i parenti; ma soprattutto di dover lasciare mia moglie e i miei figli che sono ancora in tenera età. Alle volte mi immagino la mia casa, il mio studio vuoto, e la vita che in essa continua anche se io non ci sono più. È una scena che fa male, ma estremamente realistica: mi fa capire che sono, e sono stato, un servo inutile, e che tutti i libri che ho scritto, le conferenze, gli articoli, non sono che paglia.
Ma spero nella misericordia del Signore, e nel fatto che altri raccoglieranno parte delle mie aspirazioni e delle mie battaglie, per continuare l’antico duello».
a cura di Lorenzo Prezzi

Fonte: Rivista dei Dehoniani «Settimana», settimanale di attualità pastorale, 27 ottobre 2013, n. 38.

mercoledì 23 ottobre 2013

sabato 28 settembre 2013

Fine - si chiude !

Giuro che i Figli del Divino Amore sono stati una scelta casuale,non cercata,si sono imposti da soli e proprio loro, quello che rappresentano , Medjugorje, sarà magari il punto da cui ripartire,se ripartenza dovrà essere . Si questo blog chiude,dopo cinque anni di slancio anche nella fatica più pesante sembra giunta l'ora di scrivere la parola fine. Adesso sono proprio stanco e forse è il caso che mi ritiri un po' in disparte a fare quello che più mi piace , guardare ed ascoltare . C'è bisogno di un pochino di silenzio , per capire, per ritrovare le forze, per vedere se quello che ho fatto è stato un mio sbocco di protagonismo, o se era e sarebbe ancora, la risposta ad una straordinaria chiamata a cui però non ho, forse ,la forza di rispondere fino in fondo.
Il buon Dio con me ha spesso la leggerezza di un carro armato e so di essere io a costringerlo alle maniere rudi , se gli servirò ancora troverà il modo di farmelo capire, adesso ci sono un po' di ferite da curare che non lasciano abbastanza fiato per servire questo strumento come merita.
Ho ancora però un post che devo , l'ho promesso ad una grande persona di San Benedetto del Tronto e non mancherò.
Addio o arrivederci e grazie del tempo che mi avete dedicato,il resto alle parole dei due video.
Dio vi strabenedica e la Madonna vi accompagni sempre.






MADRE !!

giovedì 19 settembre 2013

A me me piace 'o blues...

Questo è il libro dell'anno!
... forse del biennio o del triennio.
Non è necessariamente un libro per genitori e forse nemmeno troppo per insegnanti, è per uomini e donne con la maiuscola. Non è per "educatori" né per assistenti sociali, socialisti o socialdemocratici è per chiunque abbia a cuore il gusto per la propria vita, per chiunque voglia anche solo respirare il profumo del promesso "centuplo quaggiù' ".
C'è stato un altro libro che anni fa mi ha continuamente spiazzato, stupito, sorpreso e commosso, era Medjugorje il trionfo del cuore, di suor Emmanuel. Ricordo che mentre leggevo mi chiedevo se i racconti,fossero favole inventate e addirittura se suor Emmanuel esistesse realmente, se non fosse uno pseudonimo, magari era un cinquantenne barbuto pescatore ligure che si dilettava nel tempo libero e con successo a scrivere. Poi l'ho incontrata, ascoltata e riascoltata.
Nembrini è così se non l'avessi visto non ci crederei e finche non l'incontrerò di persona mi rimarrà il dubbio che sia, solo, un grande scrittore.
Questo è l' sms che ho mandato stamattina ad un altro santo: " Di padre in figlio, di Nembrini , è talmente incredibile quest'uomo che stento a credere che esista realmente e che sia possibile vivere così. E' come suor Emmanuel, il centuplo quaggiù ed il biglietto per il Paradiso già in tasca timbrato.Santi! Come te"

Leggetelo e rileggetelo e poi rileggetelo ancora, non si finisce mai di leggerlo.



Franco Nembrini santo subito!

p.s.
Il santo del sms mi ha appena comunicato che il santo del libro sarà il 31 gennaio a Rivolta d'Adda ,metterò la mano nel suo costato e non sarò più incredulo ma credente.
Ma so che sarò così fino all'ultimo dei miei giorni e che bello che sia così.

martedì 10 settembre 2013

Rocky ,l'ex cattolicesimo vissuto e l'ateismo anonimo di Scola

Era il 1979 ed è cambiato il mondo.
Stasera ci siamo guardati coi bimbi Rocky II, qualche sera fa era Rocky e prossimamente arriverà il tre e poi il resto della saga.
Non lo ricordavo ma è un film cattolico, profondamente cattolico, com'era il cattolicesimo quando ancora era cattolico, prima che diventasse preda dei figli dei fiori.
Certo Rocky di lavoro fa l'esattore per un boss locale e se serve usa modi poco di chiesa.C'è in lui, come in tutti noi il limite, dato spesso dalle circostanze, ma è tutto all'interno di una fede vissuta e sostanziale. Prega per la moglie in coma,passa le notti in cappella combattendo, come sul ring per vincere la vita della sua donna e con lui rimane e prega il suo allenatore, che certo non è un mezzo prete. Nell'ospedale ci sono ovunque crocefissi e statue ,come nella loro casa. Prima dell'incontro passa dall'amico sacerdote per una benedizione che è tutt'altro che scaramantica. Prega nello spogliatoio prima di salire sul ring e prega sul ring un attimo prima del gong,di fronte alla gente,alle televisioni.
Il rapporto con Dio fa ancora parte della vita quotidiana,è il '79 e siamo negli Stati Uniti, il presidente è un democratico Jimmy Carter.32 anni dopo c'è un altro democratico ad occupare quel posto, ma se ci fosse un Rocky 7,immagino avrebbe una qualche religiosità buddista, avrebbe un "compagno", possibilmente nero non sia mai che passi per razzista e rifiuterebbe la violenza, mettendo al tappeto l'avversario col profumo di un mazzo di fiori ed una canzone di Elton John, ma certamente non sarebbe cattolico. Anzi si straordinario: un cattolico gay, che non disdegna meditazioni yoga e crede in Dio, ma non nella Chiesa. Un ometto bello pulito e moralmente "corretto" ,ma non cristiano perché come diceva Oscar Wilde: "La Chiesa Cattolica è per i santi e per i peccatori, per le persone rispettabili è sufficiente la Chiesa Anglicana."
Essendo oggi invece tutti rispettabili si raschia il fondo del barile e forse oltre, il card.Scola è abbastanza chiaro ascoltiamolo...



Secondo me è chiaro ma un pochino col silenziatore , più esplicito e radicale don Leonardo Maria Pompei



Ateismo anonimo ? (bah)
Era proprio un'altra America,era un altro mondo...

venerdì 6 settembre 2013

Grazie al RnS anche di questa preghiera

C'è sempre qualcuno che sa parlare meglio,che sa esprimere meglio,è il genio.Il RnS ha il genio del canto e c'è da ringraziare quando altri sanno tirar fuori e meglio ciò che non ti riesce,basta accodarsi,in cordata è più facile e sicura la salita.
Grazie al buon Dio che attraverso suo figlio c'ha donato la Chiesa,grazie allo Spirito Santo che attraverso la Chiesa c'ha donato il Rinnovamento.
Agisci tu,...che io non ce la faccio quasi più.