lunedì 23 marzo 2009

...e allora?...cambiamo la pastorale!

Cari amici,il mio vicario (non che io sia il parroco)don Luca,ieri sera mi ha portato con qualche altro amico a trovare uno sconosciuto(il nostro clericalismo è più forte di tutto)vescovo argentino di cui ometto il nome.Era un incontro privato,per me si tratta del terzo vescovo che incontro in tre mesi,sarebbe interessante sapere chi saranno i prossimi nove da qui a fine anno e se questo è un segno profetico di una mia futura carriera ecclesiastica.La serata era già stata ripagata dal viaggio, un'ora di strada tipo gran premio, cantando in compagnia.Eccellenza,come l'ha chiamato uno di noi,c'ha raccontato la disastrosa situazione in cui si trova l'Argentina e ,sembra,il sudamerica in generale:pochi sacerdoti,il tre per cento della popolazione che va a Messa,laici disinteressati,ordini religiosi che chiudono e/o se ne vanno.Sembrava un pò sconfortato,alcune cose che diceva non erano male,anzi ha avuto anche degli sprazzi di luce,luce vera,ma,l'ha ammesso lui stesso,non è un bravo matematico e al tirar le somme continuava ad inciampare in un'incomprensibile:cambiamo la pastorale.Io ignorante,in generale e di cose religiose in particolare,ho chiesto cosa fosse la pastorale,temevo non amasse particolarmente Beethoven.Mi è stato spiegato cosa sia e mi sono intristito,grazie a Dio avevo di fronte a me Carla(una 22enne novizia argentina)che sprizzava gioia da tutti i pori che mi ha impedito di unirmi allo sconforto dell'Eccellenza.Mi sembrava di sentire un parroco,bravo e che stimo ma,anche di questo non farò il nome,(da clericale divento anche un pò curiale)che è preoccupato di mettere in piedi più iniziative possibili per coinvolgere la gente.Il risultato di tutta questa attività parrocchiale è, di fondo ,l'insoddisfazione, se non la delusione, di vedere che non succede niente.In vari modi don Luca,io, la stessa Carla abbiamo provato a dire, con cautela, che forse il metodo avrebbe potuto essere un' altro,come diceva Livio ad un pranzo qualche anno fa, "al mio vicario" :bisogna partire da quello che c'è,hai due o tre che ti seguono?Stai con loro e, se la cosa è vera, dalla vostra unità,se il buon Dio vuole,crescerà l'oratorio la parrocchia,il mondo.Lo dice Livio,ma è anche un pò il modo in cui il cristianesimo è arrivato a noi:attraverso dei testimoni.Ma più che l'amor potè la pastorale e da lì non ci siamo mossi,alla fine anch'io ero quasi convinto che se non si cambia la pastorale,con buona pace di Beethoven,non c'è speranza e del resto anche la scuola di comunità dice che la speranza è una certezza fondata sulla pastorale....Eppure io sono più colpito dal viso di Carla che dal turpiloquio del vescovo,sono sicuro che la speranza è fondata sugli occhi di Carla e di altri come lei,per me è stato così,incontri qualcuno che ti colpisce che ti affascina e lo segui,gli dai credito,segui una bellezza.Io dall'oratorio mi sono sempre tenuto a debita distanza,la parrocchia mi è un concetto astratto e vuoto,ho cominciato a frequentare quei luoghi così ostili,conoscendo don Luca,poi Anna e Davide e Chiara e adesso Giuliano,Marina....la pastorale mi affascina e smuove come Rosy Bindi in perizoma.
Conscio dei miei limiti anche di scrittura e per non stancarvi,vi saluto, tra un'ora e un quarto suona la sveglia e dopo Messa si parte per Trento con Anna,verso Don Giulio e Nuovi Orizzonti.
p.s.
Pastorale per pastorale mi tengo quella di Ludwig van
p.s.1
Ometto della secondo riga non è un piccolo uomo ma...non ne usciamo più.Buona giornata.
Paolo

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