giovedì 13 novembre 2008

MAESTRI:di Renato Farina


FARINA:Quale metodo pubblico per una ripresa della presa cristiana sulle cose?Ora c'è il Meeting per esempio...
GIUSSANI:La preoccupazione più grande per noi dev'essere questa:che con semplicità di parole l'esperienza del Mistero torni tra la folla tra la gente-gente.Essere nel groviglio umano l'unico punto d'intelligenza.Essere lì come chi dica a ciascuno,qualunque cosa stia facendo o dicendo o scrivendo:"Tu cosa c'entri con questo?".Occorre uno slancio generativo in cui convogliare amici e nemici,chiamarli a incontri,persino riunioni dove però al centro non ci sia l'incontro o la riunione,ma l'uomo,armati di una consapevolezza di che cosa grande e unica sia il Mistero.Dio come mistero di carità,è l'unica lettera che vorrei scrivere,a quelli di CL,a tutti.
FARINA:Qual'è il sintomo della mancanza dell'esperienza cristiana?
GIUSSANI:La fede non opera più il salto culturale,non dice niente al sangue che bolle.Siamo gli unici-noi cristiani-che possiamo investire culturalmente nella folla,non parlo delle élites,ma proprio nella folla spersa,quella che accende la televisione,quella che va a scuola e trova professoresse cui non importa niente degli allievi.Qualcosa deve riaccadere,altrimenti...Nei dodici anni di seminario non si parlava che di questo,la fede che investe tutto:Carducci,Leopardi e Pascoli.Se uno ha fatto anche solo un poco esperienza del mistero di Cristo,la crescita personale sarà un processo nella carità,percui non può non entusiasmarsi di Leopardi,di Dante,di Pascoli,di qualsiasi espressione dove ci sia l'uomo:perché non si può adorare una presenza-Dio!-senza che si soffra per un'assenza ,che tu vuoi colmare,hai la febbre per questo.
FARINA:(Mi rivela che passa buona parte del tempo a "leggere il breviario".)Che cosa ritrova nel breviario di questi tempi?
GIUSSANI:C'è una esaltazione della Madonna,è la carnalità del cristianesimo.Essa esprime pienamente la pedagogia di Cristo nel rivelarsi.Si oppone anche oggi alla negazione di tutto,a quel nichilismo che caratterizza il mondo postliberale,così indifeso dinanzi all'avanzata islamica.La Madonna è il Mistero.
FARINA:Mistero,usa proprio tanto questa parola ed essa oggi è tradotta in immagini tenebrose e vagamente esoteriche.
GIUSSANI:Il Mistero non è la tenebra ma ciò che ci è dato sperimentare dell'Essere.La Madonna toglie qualsiasi equivoco,nella sua semplicità e carnalità.Come fa il Mistero a rivelarsi come Mistero?La Madonna!Ella è il punto culminante della dialettica religiosa e filosofica.Se il destino considera se stesso come Mistero,l'aspetto umano che ci fa dire che è misterioso diventa coscienza della Madonna.Perchè il primo rilievo possibile all'uomo nel Mistero,il primo rilievo fisico e spirituale del fatto del Mistero è la Madonna.La caratteristica del Mistero è che è comprensibile tra i poveri ignoranti.Così l'opera dello Spirito,Creatore dell'universo,è la Madonna.Non lo dico per devozionalismo,ma perché è oggettivamente così.Lo Spirito si rende sperimentabile come Carità nella Madonna.Vorrei fare un articolo sulla Madonna,qualunque cosa che Ella tocca diventa umana e insieme la colloca nel Mistero.Che la Madonna sia il primo segno di questa Presenza di Dio da scandalo.Ma soltanto chi capisce questo può interessarsi davvero del divino.Scoprire come nella Beata Vergine si sia incarnato Dio,fa sì che tutto diventi parte di questa scoperta:la prima pagina del giornale,il numero dei capelli di chi ami.
FARINA:Le persone che passano per più intelligenti,proprio qui trovano uno scoglio e non capiscono.Dicono:residuo pagano.In buona fede non accettano.
GIUSSANI:Invece lo capiscono le loro madri!Ma loro si rifiutano di accettare la pienezza di quel che scrisse Dante,"Vergine madre,figlia del tuo figlio".C'è le libertà,capisci?E questo mi fa scoppiare di contentezza.Non mi spaventa il mio limite,è la dimostrazione più fantastica dell'esistenza di Dio,che si palesa in negativo,come mia mancanza.
FARINA:E' ora di andare.Mi guarda e mi dice:"A voi giornalisti chiedo la consapevolezza di essere alla radice della conversione del mondo.Provate ad essere i portentosi provocatori della vita comune degli uomini".
dettato da:Riccardo Storti.

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