lunedì 22 marzo 2010

Chi sta con Benedetto XVI?


Un Papa, due Chiese.

Quello scisma strisciante che divide il mondo cattolico


Stefano Fontana


Gli attacchi al papa hanno ormai un aspetto nuovo e veramente inquietante. Vengono da fuori la Chiesa ma anche da dentro, nella forma delle aperte denunce come quella di Hans Küng su Repubblica di qualche giorno fa o nel sistematico, tacito boicottaggio del suo insegnamento.Ad essere realisti sembra ormai che esistano come due Chiese, che ci sia uno scisma in atto, che due pastorali molto diverse evidenzino due ecclesiologie altrettanto diverse.Mentre la stampa tentava di coinvolgere il papa nella questione pedofilia, sostenendo che un sacerdote accusato di simili atteggiamenti era stato accolto nella diocesi di Monaco e Frisinga ai tempi dell’episcopato del cardinale Ratzinger, sul giornale “La Repubblica” il teologo Hans Küng, amico di un tempo, si è scagliato contro la persona di Joseph Ratzinger sia come teologo, sia come vescovo, sia come Prefetto della Congregazione della Fede e infine come Pontefice per aver causato, a suo dire, la pedofilia di alcuni ecclesiastici mediante la sua teologia e il suo magistero sul celibato.E’ in fin dei conti comprensibile, anche se non giustificabile, che contro il Papa si avventino i nuovi laicisti di un’Europa sempre maggiormente impegnata a estromettere il cristianesimo dalla propria storia futura, mediante la legislazione, l’educazione scolastica e i cambiamenti nel costume, anche se una virulenza da kulturkampf di questo tipo non era prevedibile. Quanto invece preoccupa sono gli attacchi al papa da dentro la Chiesa. Questi sono però di due tipi.Una forma particolarmente evidente è quella alla Küng, o ieri alla Martini, apertamente polemica, ostensiva di sé, che trova spazio nei giornali. Un’altra è più nascosta dentro la vita quotidiana della cattolicità, più normale e diffusa.Molti cattolici non accusano apertamente il Pontefice, ma mettono la sordina ai suoi insegnamenti, non leggono i documenti del suo magistero, se li leggono non ne tengono conto o scrivono e parlano sostenendo esattamente il contrario di quanto egli dice, danno vita ad iniziative pastorali e culturali, per esempio sul terreno delle bioetica oppure del dialogo ecumenico, in aperta divergenza con quanto egli insegna.Si tratta di atteggiamenti sistematici e pianificati. Benedetto XVI ha dato degli insegnamenti sul Vaticano II che moltissimi cattolici apertamente contrastano, promuovendo forme di di sistematico magistero parallelo guidati da molti “antipapi”che vivono dentro la Chiesa; ha dato degli insegnamenti sui “valori non negoziabili” che moltissimi cattolici minimizzano o reinterpretano e questo avviene anche da parte di teologi e commentatori di fama ospitati sulla stampa cattolica; ha dato degli insegnamenti sul primato della fede apostolica nella lettura sapienziale degli avvenimenti e moltissimi continuano a parlare di primato della situazione, o della prassi o dei dati delle scienze umane; ha dato degli insegnamenti sulla coscienza e sulla dittatura del relativismo ma moltissimi antepongono la democrazia o la Costituzione al Vangelo. Per molti la Dominus Jesus, la Nota sui cattolici in politica del 2002, il discorso di Regensburg del 2006, la Caritas in veritate è come se non fossero mai state scritte, anzi è come se fossero sbagliate.Docenti degli studi teologici e degli Istituti di scienze religiose, opinionisti che scrivono quasi quotidianamente sui giornali cattolici, giornalisti dei settimanali diocesani, padri gesuiti e non che gestiscono centri culturali nelle varie diocesi: la chiesa che di fatto opera contro il papa è molto ramificata e ormai divide trasversalmente anche il clero. Ho occasione di girare molto nelle diocesi per incontri e conferenze. Sistematicamente ormai mi capita di avere davanti a me sempre un uditorio diviso in due. Anche quando si tratta di sacerdoti. Da un lato il primato della fede, l’idea che il mondo abbia bisogno di salvezza, che il dialogo ecumenico e religioso non comporta la rinuncia alla unicità della salvezza in Cristo, che la tradizione è una sola, che il cristianesimo è religio vera, che la coscienza senza la verità è arbitrio; dall’altra il primato della situazione che provoca il Vangelo, l’idea che il mondo salvi la Chiesa e che Enzo Bianchi o Serge Latouche siano il magistero, che il dialogo non comporta nessuna identità cattolica, che il Vaticano II è inizio di una nuova fase della vita della Chiesa, che il cristianesimo non ha a che fare con la verità che è sempre ideologia, che la coscienza personale è l’ultimo tribunale. Due ecclesiologie che danno vita per forza a due pastorali diverse: pastorale evangelizzante e della riconoscibilità pubblica del cristianesimo l’una, pastorale dell’accompagnamento al mondo senza pretesa di illuminarlo l’altra.Nelle chiese locali questa situazione crea notevoli difficoltà. Molti vescovi non riescono più ad imprimere una linea, negli studi teologici si insegnano molte dottrine strane, i fedeli sono spesso disorientati, nei decanati e nelle vicarie non si produce pastorale di respiro perché i preti stessi sono divisi tra loro nei due schieramenti, i sinodi sono spesso luoghi di confronto anche duro tra le due anime, i temi caldi della vita, della famiglia, dei rapporti con le altre religioni sono impostati in modi molto diversi da parrocchia a parrocchia e da diocesi a diocesi.Il Papa sempre di più sta divenendo segno di contraddizione. Nei fatti e nella prassi quotidiana sembrano esserci due chiese, c’è uno scisma strisciante o forse già in atto solo che nell’accentuato pluralismo di oggi non viene formalizzato. La fedeltà al Papa oggi è atteggiamento di demarcazione, segno di discrimine, questione veramente dirimente.© Copyright L'Occidentale, 21 marzo 2010

domenica 21 marzo 2010

Vinicio Capossela.Chapeau!!

LO SPIRITO INTERCEDE PER NOI
Rm 8,18-28

Una grande preghiera di strada,la poesia della grandezza del cuore umano.Canzone orizzontale:all'amata.Verticale:al Cielo,più o meno conosciuto.



Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore



v. 23-25 Essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo
interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella
speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti,
ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non
vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
v. 26-27 Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno
sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza
per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello
Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.

La zia:lui,Renato,tre,due,uno,ZERO!!!!!!!!

Lo chiamano frocio....,vorrei essere io uomo come lui.
La poesia di un cuore che cerca,lo sguardo al Cielo perché:"
perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te. ..."


San padre Jozo

Grazie a Dio io c'ero,grazie a Dio questo gigante ho potuto vederlo e ascoltarlo varie volte,"ascoltate" il silenzio di fondo,non volava una mosca,per tutto il tempo che ha parlato nessuno ha fiatato,tutti riconoscevano in lui un autentico Testimone di Cristo.
Il prossimo appuntamento con Medjugorje a Milano sarà il 18 Aprile al Palasharp,padre Jozo non ci sarà,ma lì ci sarà Medjugorje,si toccherà Medjugorje.Fatemi una carità,fatevi una carità immensa ascoltatelo fino in fondo,è lungo ma è.....non c'è niente di meglio.Lui parla con autorevolezza,è fuoco!
http://www.miridobro.it/frame/Palasharp2010.pdf

















martedì 16 marzo 2010

Il Grido dei Piccoli


Carissimi,
vi scrivo dal Brasile con il cuore ricolmo di gioia per questi giorni trascorsi nella Cittadella Cielo di Quixada e di Fortaleza. E' stata una settimana davvero intensa e ricca di tante emozioni
Quando siamo arrivati all' aereoporto c'era un gruppo del CEU (la Cittadella Cielo di Fortaleza) ad aspettarci per farci festa con canti, balli, cartelloni e dei bambini splendidi che suonavano dei tamburi.

Siamo poi andati alla Cittadella Cielo di Quixada dove abbiamo trovato tutto il gruppo di ragazzi e bambini che ci hanno accolto con una splendida canzone. Non potete immaginare la mia gioia nell'ascoltare le parole del ritornello: "tutto sembrava impossibile, tutto sembrava senza via di uscita, tutto sembrava essere la mia morte, ma Gesù ha cambiato la mia sorte io sono un miracolo e sono qui. Usami io sono il tuo miracolo, usami desidero solo servirti, usami sono a tua immagine, usami Signore Gesù".

Guardavo, con gli occhi lucidi di lacrime, lo sguardo splendente e pieno di gioia dei ragazzi e dei bambini che cantavano. Ho sentito subito una profonda commozione e un nodo alla gola nel contemplare la gloria della resurrezione in quei volti prima sfigurati dal dolore, dall'abbandono, dalla strada, dalla fame, dalle violenze ed ora trasfigurati dall'incontro con Colui che è l'Amore.

Ho ripensato al primo momento in cui sono arrivata a Quixada. Ci avevano offerto un terreno molto grande (attualmente abbiamo 400 ettari, per avere un termine di paragone considerate che la cittadella Cielo di Medjugorje è in un terreno di 9 ettari) ma era completamente deserto. C'erano due laghetti, serpenti, scorpioni, tarantole, ma era un terreno ai piedi di un bellissimo Santuario Reinha do Sertao (che in italiano significa Regina del deserto).

Allora mi sembrava davvero impossibile realizzare una cittadella Cielo in quella terra deserta così lontana, ma quando sono andata ad incontrare i bambini che vivevano nelle case di fango ed ho guardato i loro occhi pieni di dolore, i loro corpicini consumati dalla scabbia, il loro cuore disperatamente assetato di amore, ho avuto una certezza: non potevamo non fare tutta la nostra parte per ascoltare e rispondere nel nostro piccolo a quel terribile grido; Colui che tutto può avrebbe reso possibile ciò che a me sembrava impossibile; certamente la nostra Mamma del Cielo avrebbe fatto fiorire il deserto e si sarebbe presa cura dei suoi piccoli.

Tornata a Piglio avevo parlato ai ragazzi accolti in comunità di ciò che avevo visto, di quanto fossi rimasta profondamente scossa dal grido di questi piccoli angeli crocifissi e in 12 ragazzi accolti avevano subito risposto con grande generosità chiedendo di poter partire in missione capitanati dai mitici Loredana e Giulio. Allora sembrava davvero impossibile, sembrava l'ennesima pazzia eppure... "ciò che sembrava impossibile ancora una volta Dio lo ha reso possibile" e ora non riesco a trattenere le lacrime guardando i piccoli accolti cantare a Gesù: io sono qui, io sono il tuo miracolo, usami io sono il tuo miracolo.

Che miracolo lo splendore dello sguardo traboccante della Gioia della Resurrezione dei piccoli accolti! Che miracolo il Centro Perfetta Allegria ricolmo di bambini e di mamme sostenuti dalla Cittadella Cielo! Che miracolo quella fila di più di 400 famiglie che grazie agli aiuti di tante adozioni a distanza possono finalmente mangiare! Che miracolo vedere fiorire due incredibili cittadelle Cielo! Che miracolo il CEU, 18 differenti comunità, associazioni, movimenti tutti uniti per rispondere al grido di tanti (in questi giorni abbiamo avuto un bellissimo incontro con i fondatori e responsabili delle differenti comunità che collaborano alla realizzazione della cittadella CEU: Cielo, di Fortaleza).... che miracolo: IL DESERTO E' FIORITO!!!

Ma quanta miseria, quanta povertà, sofferenza, nei volti di ancora troppi piccoli assetati di amore; che contrasto tra quelle casette di fango con 8 bambini che dormono in terra in pochi metri quadrati e le nostre case confortevoli piene di giocattoli sempre più costosi che i nostri bambini dopo un primo momento di entusiasmo non apprezzano più. Sento ancora risuonare nel cuore la frase di una signora di una certa età che abita in una di queste case di fango. Ha detto con gli occhi pieni di lacrime e con la voce spezzata dal pianto: "sono cinque giorni che non mangio, ma grazie per tutto ciò che fate e che farete per noi". Ripenso poi allo sguardo pieno di dolore e di speranza di Josè uno splendido bambino incontrato in strada insieme a P. Renato Chiera , a Dania. e Davide.

Quando ci siamo avvicinati a lui era accovacciato su di un cartone, steso per terra in una delle strade turistiche di Fortaleza, con la gamba gonfia e ancora sanguinante per le botte prese da poco dalla polizia; mi ha guardato con lo sguardo implorante domandandomi: "davvero puoi portarmi via di qui? Sono 5 anni che vivo in strada e uso il crak , a casa non posso stare perché mio padre mi picchia sempre. Ho tanta paura di morire voglio venire con voi!" E Mariane una dolce ragazzina, in costume da bagno, sfigurata dalla vita di strada, dall'alcool e dalla droga.

Con grande naturalezza ci mostra il capezzolo lo stringe per fare uscire del latte e dice: "Sono rimasta incinta devo smetterla con questa vita perché il mio bambino così è già drogato e alcolizzato". Poi mi abbraccia più volte con affetto e mi dice: "Davvero potete portarmi via di qui? Io devo andare lontano da qui se no non ce la faccio!!" E ancora ho impresso nell'anima lo sguardo di una tristezza infinita di Miguel. Provo a dargli una carezza e gli viene la pelle d'oca, forse nessuno mai lo ha accarezzato con un po' di amore, ha un terribile squarcio infetto che mi fa pensare allo squarcio nel suo cuore. Guardo i suoi occhi e scorgo un baratro indescrivibile di dolore!!

Ci mobilitiamo subito per accogliere questi piccoli ma quanti altri resteranno in strada senza cibo, senza una carezza, senza un po' di amore.
Ripenso al disegno che mi ha regalato Vitoria, una bambina del nostro Centro Perfetta Allegria: un cuore trafitto da una spada sanguinante ed accanto un cuoricino sorridente con l'aureola ed uno splendido arcobaleno. Le gocce di sangue che colano dal cuore trafitto si trasformano in altri piccoli cuori!

Quante lacrime di sangue ho raccolto in questi anni da troppi cuori trafitti. Quante di queste lacrime raggiunte dall'Amore di Dio si sono trasformati in splendidi arcobaleni di luce. Quanti giovani con il cuore sfregiato hanno aperto il loro cuore all'amore per poi accogliere le lacrime di altri e quanti deserti ho visto fiorire, quanti cuori spezzati risanati ora cantano la Gioia della resurrezione.

Nel mio cuore c'è ora una grande gioia per il numero incredibile di miracoli che Colui che è l'Amore ha operato per tanti suoi piccoli che ho incontrato e amato come figli. Ma il mio cuore continua anche a versare lacrime di sangue perchè trafitto dalla terribile spada del grido dei troppi piccoli soli e abbandonati nei deserti delle nostre metropoli.

Vi prego ascoltate il loro grido, rispondete al loro grido, basta un po' di amore. L'AMORE FA MIRACOLI e con Colui che è l'Amore NIENTE E' IMPOSSIBILE!



Signore
suscita tanti cuori desiderosi di portare un po' di amore
a chi non ha conosciuto l'amore,
perché possiamo raccogliere le lacrime di sangue dei tuoi piccoli,
trafitti da taglienti spade, piccoli abbandonati, calpestati,
sfregiati nell'innocenza della loro anima, abusati, violentati.
Donaci di lasciarci interpellare con serietà dal loro grido
per rispondere con tante piccole gocce di amore che,
raggiunte dalla tua luce,
possano risplendere come infiniti arcobaleni
e colorare di Cielo le infernali notti di molti!

sabato 13 marzo 2010

Punjab: domestica cristiana bruciata viva per impedirle di denunciare uno stupro

12/03/2010 12:17

PAKISTAN

di Fareed Khan

Kiran George ha riportato ustioni sull’80% del corpo ed è morta dopo due giorni di lenta agonia. La ragazza è stata violentata dal figlio del padrone musulmano. Quando ha minacciato la querela, il giovane l’ha uccisa. In un secondo episodio una folla di musulmani ha incendiato una casa cristiana e bruciato copie della Bibbia.
Lahore (AsiaNews) – Una ragazza cristiana è stata violentata e bruciata viva dal figlio del padrone musulmano, presso il quale lavorava come domestica. La giovane è morta ieri in ospedale, dopo due giorni di agonia, per le ustioni riportate sull’80% del corpo. Il fatto è avvenuto in una cittadina del Punjab e presenta dettagli analoghi alla triste vicenda di Shazia Bashir, la 12enne cristiana violentata e uccisa da un potente avvocato di Lahore; un crimine ancora oggi impunito.

Kiran George lavorava per una famiglia musulmana di Sheikhupura, cittadina del Punjab. La giovane è morta ieri al Mayo Hospital di Lahore, dove era ricoverata dal 9 marzo scorso in gravissime condizioni. A scatenare la follia omicida del figlio del datore di lavoro la minaccia di una denuncia per violenza sessuale.

Mohammad Ahmda Raza avrebbe stuprato la ragazza cristiana che, in un primo momento, si era confidata solo con le amiche nel timore di perdere l’impiego. Le condizioni di estrema povertà nelle quali versa la famiglia di origine, avevano indotto la giovane a rimanere in silenzio. Quando Kiran George ha minacciato il proprio aguzzino di raccontare la vicenda alla polizia, il giovane le ha sbarrato la fuga chiudendo la porta di casa, l’ha cosparsa di benzina con l’aiuto della sorella e le ha dato fuoco.

Il padrone musulmano, invece di portare la ragazza in ospedale, ha chiamato i genitori dicendo loro che i vestiti si erano incendiati mentre puliva la cucina. Kiran George ha vissuto due giorni di lenta agonia; prima di morire, però, ha raccontato l’intera vicenda alla polizia che ha aperto un fascicolo di inchiesta sul giovane.

Sempre nel Punjab una folla di musulmani ha svaligiato e incendiato l’abitazione di una famiglia cristiana. L’assalto è avvenuto il 10 marzo scorso a Narang Mandi, cittadina del distretto di Sheikhupura. A scatenare la rabbia degli estremisti, che avrebbero bruciato anche alcune copie della Bibbia, il presunto coinvolgimento di un cristiano nell’assassinio del figlio di un latifondista della zona.

Peter Jacob, segretario esecutivo di Giustizia e pace della Chiesa cattolica pakistana (Ncjp), conferma ad AsiaNews che “la casa di una famiglia cristiana è stata incendiata” come vendetta perché “un giovane avrebbe ucciso un musulmano”. L’attivista cattolico chiarisce che l’indagato, Yasir Abid, è “sottoposto al regime di custodia cautelare”. La vittima è figlio di un latifondista musulmano del villaggio di Kirtu Pandori, nell’area di Narang Mandi.

Le famiglie cristiane denunciano “l’incendio deliberato” di alcune copie della Bibbia custodite all’interno delle abitazioni. La polizia ha avviato le indagini e valuterà se aprire un fascicolo di inchiesta anche per il reato di blasfemia. In questo caso, spiega Peter Jacob, la magistratura “non agirà in base alla sezione 295-B del codice penale pakistano”, che prevede pene fino all’ergastolo per chi dissacra il Corano, ma non contempla i libri sacri di altre confessioni religiose.

“Siamo contro le leggi sulla blasfemia – conclude l’attivista di Ncjp – e questo vale a prescindere dal testo sacro o da chi si è reso colpevole del crimine”. Tuttavia egli auspica “indagini approfondite” e la punizione di chi “ha incendiato la casa della famiglia cristiana”.


Commento mio:

Queste cose forse succedono davvero,ma non sono un problema,i problemi sono altri,comunque sono rari episodi,dobbiamo essere noi ad essere buoni (o buonisti?)(perchè Kiran George e Shazia Bashir erano evidentemente cattive....) e così anche loro diventeranno buoni e vivremo tutti in pace mano nella mano.Mi chiedo solo,mi chiedo anche,ma quanti saranno ancora tutti sti rompiballe di cristiani. che in un modo o nell'altro vengono ammazzati,oppressi,torturati(...),perché finché ce ne sono non ci sarà mai pace,perché il problema sono loro,sono loro che pretendono di esistere e gli altri giustamente gli danno fuoco.Speriamo che li facciano tutti fuori al più presto, così nel mondo regnerà la pace e vivremo tutti felici e contenti forse anche tutti vestiti di rosa.
Una volta questi fratelli li chiamavano martiri e venivano onorati,adesso non esistono e se proprio devono esistere sono un fastidio, per i cristiani paciarotti prima di tutto,sono implicitamente politicamente scorretti,facendosi ammazzare "obbligherebbero"noi a prendere posizione e magari a sporcarci le mani,non sia mai.Certo se due idioti,si fanno la gita in Mauritania,come fosse Stresa,e vengono sequestrati sempre dai soliti due o tre cattivi che episodicamente qua e là inciampano in un sequestro possibilmente con decapitazione finale,senza per questo dover appartenere a nessuna religione,ci mancherebbe,(le vittime sono cristiane i carnefici..non c'entra la religione,mai,mah)allora bisogna impazzire per andare a liberarli,magari sacrificare altre persone e pagare soldoni per liberare gli idioti in gita.Se invece non sono idioti ma cristiani e non sono due, ma duemila,due milioni o duecento milioni,allora non è più così urgente intervenire,sono tappezzeria,meglio commuoversi per i bambini che muoiono di fame,fa tanto più buono,mette un po a posto la coscienza o quel che ne è rimasto e non ci sporchiamo le mani.Se avete un famigliare,un amico in ospedale,che fate gli dite la preghierina e fanculo o fate l'impossibile per essergli fisicamente accanto e se la povera infermiera sbaglia un prelievo al bimbo siete pronti a ringhiare per il dolore inflitto al cucciolo,se capitasse di peggio ribaltereste l'ospedale e il mondo per avere "giustizia".Però avete ragione perché a pensarci bene probabilmente se capitasse qualcosa di spiacevole ad un amico, già la reazione sarebbe allentata,se poi l'amico è un conoscente o poco più...questi qua sono a qualche centinaio o migliaio di chilometri non vale la pena inquietarsi,diciamo la preghierina e fanculo.Che questo sia il relativismo di cui spesso parla il Papa?Relativismo?Troppo complicato,diciamo la preghierina e tiriamo su il piumone,buonanotte.Ma chi ce lo fa fare....

p.s.

Metterò nel blog il link ad ASIANEWS e Aiuto alla Chiesa che Soffre,perchè io sono un pirla con la fissazione di queste cose,ma sembra esserci altra gente,seria,che ha a cuore questi fratelli.

Mi scuso per i "francesismi" usati troppo spesso,non ho il sangue freddo e ste cose mi fanno imbestialire,non sono ancora abbastanza "cristiano" per essere relativista,nichilista e cinico,io reagisco.

venerdì 12 marzo 2010

Gli ultimi saranno i primi

Mi scuso per l'eccesso di post di oggi,si vede che la malattia mi fa bene,ma capitano tutte in questa giornata e non sempre posso trattenere la bellezza.
Il video che segue l'ha realizzato Max,alcuni di voi ,indirettamente magari, lo conoscono,è quello che è venuto con me e altri due amici a Medjugorje,per loro tre era la prima volta.Lui,Max,ha rotto così tanto durante il viaggio di andata,il primo e quasi tutto il secondo giorno di permanenza che,prima che gli arrivasse la botta dal Cielo,esasperato ho chiesto a Giuseppe(il responsabile della Comunità Cenacolo) di cui avevamo sentito la testimonianza,se nonostante fossimo a Medjugorje avrei potuto menarlo(Max) visto che proprio non lo reggevo più.Poi la sera sul Podbrdo gli è capitato qualcosa e ,anche,questo è il risultato,a voi le foto non diranno moltissimo ma per me sono un richiamo fortissimo,alcuni degli amici comuni presenti non mi piacciono moltissimo,ma il video suggerisce e anche qualcosa di più che fanno parte della mia stessa strada,mi piaccia o meno devo solo riconoscerlo.
Grazie Max,avrei preferito perderti che trovarti,ma visto che ci sei grazie di esserci e di "provocarmi".Sei il mio catto-protestante preferito.

Magistero di strada

Spesso mi chiedo perché uno,come me,che per 20 anni ha seguito san don Giussani,come ho potuto o saputo,deve incasinarsi con una cosa completamente diversa,quasi irragionevole,come Nuovi Orizzonti.Guardate questa trasmissione ,guardate e ascoltate Paolone,lì c'è la risposta,umana e ragionevole.Tutta la trasmissione,almeno fino al min.66 dove sono ora io, è inattaccabile,quasi inattaccabile,Paolone è il Testimone.CHAPEAU!!

BENEDETTO XVI -UDIENZA GENERALE -Mercoledì, 10 marzo 2010


San Bonaventura (2)


Cari fratelli e sorelle,
la scorsa settimana ho parlato della vita e della personalità di san Bonaventura da Bagnoregio. Questa mattina vorrei proseguirne la presentazione, soffermandomi su una parte della sua opera letteraria e della sua dottrina.
In particolar modo, ai tempi di san Bonaventura una corrente di Frati minori, detti “spirituali”, sosteneva che con san Francesco era stata inaugurata una fase totalmente nuova della storia, sarebbe apparso il “Vangelo eterno”, del quale parla l’Apocalisse, che sostituiva il Nuovo Testamento. Questo gruppo affermava che la Chiesa aveva ormai esaurito il proprio ruolo storico, e al suo posto subentrava una comunità carismatica di uomini liberi guidati interiormente dallo Spirito, cioè i “Francescani spirituali”. Alla base delle idee di tale gruppo vi erano gli scritti di un abate cistercense, Gioacchino da Fiore, morto nel 1202. Nelle sue opere, egli affermava un ritmo trinitario della storia. Considerava l’Antico Testamento come età del Padre, seguita dal tempo del Figlio, il tempo della Chiesa. Vi sarebbe stata ancora da aspettare la terza età, quella dello Spirito Santo. Tutta la storia andava così interpretata come una storia di progresso: dalla severità dell’Antico Testamento alla relativa libertà del tempo del Figlio, nella Chiesa, fino alla piena libertà dei Figli di Dio, nel periodo dello Spirito Santo, che sarebbe stato anche, finalmente, il periodo della pace tra gli uomini, della riconciliazione dei popoli e delle religioni. Gioacchino da Fiore aveva suscitato la speranza che l’inizio del nuovo tempo sarebbe venuto da un nuovo monachesimo. Così è comprensibile che un gruppo di Francescani pensasse di riconoscere in san Francesco d’Assisi l’iniziatore del tempo nuovo e nel suo Ordine la comunità del periodo nuovo – la comunità del tempo dello Spirito Santo, che lasciava dietro di sé la Chiesa gerarchica, per iniziare la nuova Chiesa dello Spirito, non più legata alle vecchie strutture.
Vi era dunque il rischio di un gravissimo fraintendimento del messaggio di san Francesco, della sua umile fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, e tale equivoco comportava una visione erronea del Cristianesimo nel suo insieme.
San Bonaventura, che nel 1257 divenne Ministro Generale dell’Ordine Francescano, si trovò di fronte ad una grave tensione all’interno del suo stesso Ordine a causa appunto di chi sosteneva la menzionata corrente dei “Francescani spirituali”,
che si rifaceva a Gioacchino da Fiore. Proprio per rispondere a questo gruppo e ridare unità all’Ordine, san Bonaventura studiò con cura gli scritti autentici di Gioacchino da Fiore e quelli a lui attribuiti e, tenendo conto della necessità di presentare correttamente la figura e il messaggio del suo amato san Francesco, volle esporre una giusta visione della teologia della storia.Da Ministro Generale dell’Ordine dei Francescani, san Bonaventura aveva visto subito che con la concezione spiritualistica, ispirata da Gioacchino da Fiore, l’Ordine non era governabile, ma andava logicamente verso l’anarchia. Due erano per lui le conseguenze:
La prima: la necessità pratica di strutture e di inserimento nella realtà della Chiesa gerarchica, della Chiesa reale, aveva bisogno di un fondamento teologico, anche perché gli altri, quelli che seguivano la concezione spiritualista, mostravano un apparente fondamento teologico.
La seconda: pur tenendo conto del realismo necessario, non bisognava perdere la novità della figura di san Francesco.
Come ha risposto san Bonaventura all’esigenza pratica e teorica? Della sua risposta posso dare qui solo un riassunto molto schematico ed incompleto in alcuni punti:
San Bonaventura respinge l’idea del ritmo trinitario della storia. Dio è uno per tutta la storia e non si divide in tre divinità. Di conseguenza, la storia è una, anche se è un cammino e – secondo san Bonaventura – un cammino di progresso.
Gesù Cristo è l’ultima parola di Dio – in Lui Dio ha detto tutto, donando e dicendo se stesso. Più che se stesso, Dio non può dire, né dare. Lo Spirito Santo è Spirito del Padre e del Figlio. Cristo stesso dice dello Spirito Santo: “…vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14, 26), “prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà” (Gv 16, 15). Quindi non c’è un altro Vangelo più alto, non c’è un'altra Chiesa da aspettare. Perciò anche l’Ordine di san Francesco deve inserirsi in questa Chiesa, nella sua fede, nel suo ordinamento gerarchico.
Questo non significa che la Chiesa sia immobile, fissa nel passato e non possa esserci novità in essa. “Opera Christi non deficiunt, sed proficiunt”, le opere di Cristo non vanno indietro, non vengono meno, ma progrediscono, dice il Santo nella lettera De tribus quaestionibus. Così san Bonaventura formula esplicitamente l’idea del progresso.... Che cosa sarebbe la Chiesa senza la nuova spiritualità dei Cistercensi, dei Francescani e Domenicani, della spiritualità di santa Teresa d’Avila e di san Giovanni della Croce, e così via? Anche oggi vale questa affermazione: “Opera Christi non deficiunt, sed proficiunt”, vanno avanti. San Bonaventura ci insegna l’insieme del necessario discernimento, anche severo, del realismo sobrio e dell’apertura a nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa. E mentre si ripete questa idea del declino, c’è anche l’altra idea, questo “utopismo spiritualistico”, che si ripete. Sappiamo, infatti, come dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto fosse nuovo, che ci fosse un’altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare fosse finita e ne avremmo avuta un’altra, totalmente “altra”. Un utopismo anarchico! E grazie a Dio i timonieri saggi della barca di Pietro, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, da una parte hanno difeso la novità del Concilio e dall’altra, nello stesso tempo, hanno difeso l’unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di Grazia.

Vediamo così che per san Bonaventura governare non era semplicemente un fare, ma era soprattutto pensare e pregare. Alla base del suo governo troviamo sempre la preghiera e il pensiero; tutte le sue decisioni risultano dalla riflessione, dal pensiero illuminato dalla preghiera. Il suo contatto intimo con Cristo ha accompagnato sempre il suo lavoro di Ministro Generale e perciò ha composto una serie di scritti teologico-mistici, che esprimono l’animo del suo governo e manifestano l’intenzione di guidare interiormente l’Ordine, di governare, cioè, non solo mediante comandi e strutture, ma guidando e illuminando le anime, orientando a Cristo.
Cari amici, accogliamo l’invito rivoltoci da san Bonaventura, il Dottore Serafico, e mettiamoci alla scuola del Maestro divino: ascoltiamo la sua Parola di vita e di verità, che risuona nell’intimo della nostra anima. Purifichiamo i nostri pensieri e le nostre azioni, affinché Egli possa abitare in noi, e noi possiamo intendere la sua Voce divina, che ci attrae verso la vera felicità.

Fides et ratio

Qualche matto mi ha linkato ad una sezione di Virgilio.it e da ieri i contatti sono esplosi,ne approfitto quindi per avvisare che da oggi per come mi sarà possibile,senza cambiare in niente la "struttura" del blog,cercherò di stare il più possibile alla realtà partendo da due encicliche che ritengo particolarmente utili allo scopo:una è la Fides et ratio,l'altra la Caritas in veritate,per i più "teneroni" terrò d'ochio la Deus caritas est.Oggi inizierò con l'udienza generale del Papa dello scorso 10 Marzo sintetizzata da don Luca,che se Dio vuole e sembra volerlo,prossimamente avrà un suo spazio in TuttoSuo,come e con che cadenza lo deciderà lui.Per i nuovi arrivati e che probabilmente se ne sono andati appena hanno letto "enciclica" preciso,che non amo l'ecclesialese,sono cristiano cattolico ma non per questo clericale,per cui se volete andare andate, ma potreste anche divertirvi.
p.s.
Non è l'esplosione dei contatti,di cui sono contento ma non m'interessa tantissimo che ha provocato le "novità",ma è vero che le due cose sono state quasi simultanee.