venerdì 13 luglio 2012

Dalla morte la grazia e la bellezza di un ordine divino



Poche settimane fa è morta la mia mamma,si proprio così "la mia mamma".Tante volte le avevo proposto,tentando di aggirare ogni obiezione,vieni a Medjugorje,ci credevo ,volevo strappare il miracolo,ma soffriva il mal d'auto e anche solo poche decine di chilometri la bloccavano.E' dai giorni immediatamente seguenti che avrei voluto descriverne la bellezza,non di lei,ma della grazia di quei giorni di quei suoi ultimi giorni di calvario,di quel suo mese e mezzo di ospedale culmine di cinque anni di calvario.Della visita fuori orario con Luca,con san don Luca ed il mio Ricky che aveva appena ricevuto la cresima,fino all'ultimo ho sperato che potesse esserci alla prima comunione di Marco ed alla cresima di Ricky ma anche nella sete della croce non c'è stato che aceto...e a volte quel Dio mio,Dio mio perchè mi hai abbandonato...ma c'è stato il conforto del sacerdote,dell'estrema unzione.Avrei subito voluto scrivere della dolcezza delle infermiere,della carità sorprendente inattesa di Franco,della mia inadeguatezza di fronte al dramma scolpito nel suo corpo e che ne anticipava il destino.Della grazia di quella sua volontà indomita,della precarietà titanica di un rientro a casa, a cui non credevo, da organizzare,dell'ordine povero e impacciato con cui ognuno di noi ha portato i suoi doni,come tre improvvisati re magi,chi ha portato in dono il tempo ed una carità insospettabile, fino all'esaurimento,chi, mio fratello,l'assistenza,la mediazione professionale, necessaria in un reparto d'ospedale,la concretezza cruda di cui non ero, ma nemmeno volevo, essere capace e chi,io, già denudato e flagellato nella sua totale nullità ha provato a sostenerla e proteggerla spiritualmente.Il cuore in quei momenti era parcheggiato chissà dove e forse era così sfiancato da quasi non essere riconoscibile.Il mio rifiuto di accettarne la morte ,per quanto "attesa" ,sempre che possa essere attesa una cosa così inaccettabile come la morte della propria madre,mi ha reso una specie di automa,spettatore di una serie di eventi da consegnare alla memoria o come faceva la Madonna da "serbare nel proprio cuore",la frenesia delle cose da organizzare in tempi assurdamente stretti e lì ancora la grazia, non protagonista la burocrazia,i soldi,la "vanità" ma il cuore,non il cuoricino sentimentale,ma il cuore quello vero, quello biblico,il rispetto delle volontà e degli affetti difeso e messo prima di ogni altra preoccupazione.La grazia degli amici presenti di persona e per telefono,di Dante,il mio santo Dante che,avvisato dal suo segretario, mi telefona proprio come farebbe un amico,pur essendo impegnato fuori città e che mi assicura la sua intercessione nella preghiera e nella Messa e come lui altri amici sacerdoti che,fin nel lontano Kazakistan, l'hanno accompagnata nella Messa ed hanno accompagnato me sorreggendomi con la preghiera.La grazia delle testimonianze della gente del paese,le loro lacrime,la grazia di una camera ardente sempre piena, fino a dispiacermi per la persona che nella camera di fronte era quasi sempre sola o poco più.La grazia di un amico,perchè patrigno suona veramente male, che m'è stato lasciato in "eredità" a cui far compagnia e da guardare spesso con stupore per la scoperta che è.Dovrei raccontare ,ma non ci riesco, di un ordine nella sequenza degli accadimenti, talmente perfetto da contenere in modo evidente la firma del buon Dio e della sua provvidenza.Vorrei poter far capire come è stato ed è evidente che il seme deve morire per portar frutto,lei,mia mamma di frutto in vita ne ha portato parecchio ai suoi ammalati ed anziani del paese, ma per noi il frutto è più evidente adesso,per me almeno.Rimane un compito, una responsabilità,una persona,un amico ed è ancora grazia ,perché mi è chiesta la sola cosa che ,forse,con tutto il mio limite, so fare...
Stamattina mi sono svegliato con un ginocchio fuori uso ed ho pensato,non è la prima volta, chiamo la mamma.....ma non c'è tempo,c'è un compito.

p.s.

Perchè non si vive per sempre...perchè dall'altra parte c'è una vita infinitamente migliore,perchè il seme deve morire per portare frutto,ma tutto questo non lo si capisce se non Lo s'incontra prima.....





Nessun commento: